Da Roma a Copenaghen per i festival dei maker

A Roma si è da poco conclusa la sesta edizione della Maker Faire - European Edition e dopo due anni di intensi laboratori e attività in collaborazione con Casa Corsini e Paper City (ve lo avevamo raccontato qui sul blog, ricordate?) quest’anno abbiamo deciso di volare più a nord, verso un’altra destinazione: Copenaghen!
Ebbene sì: per aprire gli orizzonti la Tata ha aderito all’appello del
Copenaghen Maker Festival, una grande fiera indipendente dedicata al mondo dei maker.

 

 

 Nel bel mezzo di quelle fredde terre danesi abbiamo allestito laboratori Steam di ogni genere: circuiti morbidosi (come ci piace chiamarli), braccialetti in codice binario, bolle 3D e tanto altro.

Ciò che più ci ha colpito del festival è stato lo spirito di bambini e bambine che hanno partecipato con entusiasmo alle nostre attività ma anche e sopratutto dei.. genitori, che si sono messi in gioco insieme ai più piccoli. Poche istruzioni semplicissime e via: hanno messo le mani tra perline, led, pasta da modellare e ci hanno sorpreso per le applicazioni insolite, le idee creative e fuori dagli schemi che hanno proposto, divertendosi un mondo.

 

Insomma, Copenaghen è stata un’esperienza bellissima che ci ha dato la carica per tante nuove idee! Qui sotto potete trovare alcuni scatti.

Ma facciamo un passo indietro..

 

 

CHI SONO I MAKER?

Chiunque sia appassionato di tecnologia e si adopera per creare progetti originali e innovativi basandosi solamente sulla forza delle proprie idee e sulle competenze digitali: cercano nuovi modelli, creano nuovi strumenti e aprono nuove strade per un utilizzo innovativo dei mezzi e che, con i loro progetti, diventano autori del cambiamento.

 

Condividono informazioni e conoscenze attraverso il web o in luoghi fisici come i Fab Lab, fanno largo uso di strumenti innovativi come stampanti 3D, schede elettroniche programmabili, software open source, costruiscono loro stessi nuovi oggetti o metodi alternativi per affrontare le sfide di domani, formare le nuove generazioni, risolvere problematiche quotidiane.

 

Educatori, pensatori, inventori, ingegneri, autori, artisti, designer, studenti, artigiani 2.0 costituiscono quindi un grande movimento culturale (il Maker Movement) dalle potenzialità infinite che con il loro piccolo, meticoloso e visionario lavoro contribuiscono a creare una società più consapevole rispetto a uno sviluppo intelligente, sostenibile e inclusivo della tecnologia.

 

 

CHE COS'E' LA MAKER FAIRE DI ROMA?

È la “fiera dei maker” più grande d’Europa dedicata all’innovazione digitale, l’appuntamento più atteso dell’anno per artigiani digitali e appassionati dove incontrarsi, confrontarsi e dare vita a nuovi progetti.

 

Alla fiera hanno partecipato 680 espositori che hanno mostrato tutto il proprio lavoro creativo, le proprie scoperte e condividendo le informazioni con la community del Maker Movement.

 

Quest’anno si è parlato di sostenibilità ambientale, realtà aumentata, droni, economia circolare, manifattura robotica e tanto altro. Molta attenzione è stata dedicata alla formazione degli insegnanti con un ricco programma di workshop, conferenze e laboratori dedicati al mondo dell’industria 4.0, della robotica educativa, del pensiero computazionale, degli artefatti digital, utilizzando gli strumenti più amati da ragazzi e ragazze come Minecraft, Lego Mindstorms, Arduino, 3Doodler e bracci robotici.

 

DIAMO I NUMERI!

A quest’ultima edizione romana (l’anno scorso c’eravamo anche noi! Lo abbiamo raccontato qui sul blog), svoltasi dal 12 al 14 ottobre al padiglione fiere (7 padiglioni per 100 mila mq di estensione), hanno partecipato oltre 100.000 persone tra famiglie, studenti, imprenditori e professionisti: i bambini e le bambine che hanno visitato l’area Kid&Education sono stati 18.000 (e di questo siamo contentissimi perché siamo convinti che l’interesse per le nuove tecnologie debba passare prima di tutto tra i più piccoli). Tra i progetti in esposizione hanno aderito anche 25 università e centri di ricerca e 55 scuole superiori da tutte le regioni d’Italia a prova di quanto il linguaggio della tecnologia possa essere diffuso e inclusivo.

 

 

GLOSSARIO ROBOTICHESE E NON SOLO

 

Artigiani digitali: sono artisti della tecnologia. Creano oggetti e bracci robotici, apparecchiature elettroniche e altri “ingegni” tecnologici spesso combinati a manufatti in legno, metallo o a veri e propri oggetti artistici fatti a mano. Insieme costituiscono un grande movimento culturale basato sulla collaborazione e sulla condivisione di informazioni, scoperte e strumenti: sono sostenitori dei software aperti e liberi che hanno dato spesso vita alle più importanti rivoluzioni della storia di internet.

 

Fab Lab: letteralmente Fabrication Laboratory, è una sorta di officina digitale dove trovare tutto l’occorrente per la realizzazione di manufatti tecnologici. E’ uno spazio aperto a tutti, dotato appunto di strumentazioni spesso costose per i singoli “artigiani”, come stampanti 3D, frese a controllo numerico, laser cutter, macchine da taglio (e con essi i materiali necessari a farli funzionare). Qui si trovano anche laboratori  “classici” come quelli di falegnameria, di meccanica o per la lavorazione dei metalli. I Fab Lab sono però anche e soprattutto spazi di condivisione, punti di incontro per maker e appassionati dove collaborare alla realizzazione di progetti innovativi, dando vita a start up o lanciando campagne di crowdfunding diffuse in tutto il mondo (ne esistono diversi vicino a noi, La Tata collabora con: Casa Corsini!).

 

Make: : è il più grande network del mondo maker che persegue i valori di innovazione, creatività e collaborazione per costruire un futuro migliore. È l’organizzazione promotrice della Maker Faire in tutto il mondo, dell’omonimo magazine e di molti altri prodotti. La prima fiera risale al 2006 a San Francisco: fu un vero successo e da lì si venne a creare una rete di maker e un fitto calendario di eventi in tutto il mondo che oggi tocca anche New York, San Mateo, Detroit, Roma, Newcastle, Tokyo, Barcellona, solo per citarne alcuni.

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